Chi siamo

Il marchio registrato “Italgoji” identifica tutti i prodotti contenenti bacche di Goji (Lycium Barbarum) commercializzati dall’Azienda agricola Leggero Luca.

Ci proponiamo come una nuova realtà agricola innovativa sul territorio del Canavese, precisamente nel comune di Villareggia (TO).

Tutte le attività aziendali hanno come filosofia di base la produzione agricola secondo il metodo biologico.

Un’agricoltura di precisione e di qualità, fondata sull'eco-sostenibilità ed il rispetto della naturale fertilità dei suoli.

Produzione italiana
e biologica

Nel 2015, abbiamo intrapreso una vera e propria produzione in campo di bacche di Goji impiantando il primo ettaro di questo piccolo frutto rosso e coltivandolo secondo il disciplinare di agricoltura biologica.

Ma abbiamo ha deciso di andare oltre:

- la coltivazione è fatta esclusivamente utilizzando concimi di natura organica

- non vengono usati pesticidi e glifosato

- le piante vengono trattate dalle malattie solo ed esclusivamente con macerati vegetali creati in azienda

Inoltre tutti i frutti maturi vengono raccolti a mano, uno ad uno lungo tutta l’estate.

Negli anni successivi, vista la crescente richiesta da parte dei consumatori di “superfrutti” utili alla salute di qualità italiana abbiamo impiantato altri 2,5 ettari.

Oltre alla produzione del prodotto fresco, ci occupiamo della trasformazione e commercializzazione di marmellate, succhi, Goji essiccato ed altri trasformati.

Il vivaio biologico

Il progetto di creare una filiera del Goji italiano in Piemonte nasce nel 2014 con la creazione di un un vivaio specializzato, riconosciuto ed autorizzato dalla Regione Piemonte e certificato Biologico attraverso il quale abbiamo selezionato le migliori varietà di Lycium Barbarum provenienti dalla regione del Ningxia (Cina).

In questo modo è stato possibile produrre e commercializzare su larga scala materiale vivaistico in grado di garantire produzioni costanti e di qualità.

Il nostro territorio

Villareggia è un piccolo comune dell’Alto Piemonte, situato in Canavese, nel punto più a sud dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea originatosi dai depositi lasciati da 3 storiche pulsazioni glaciali e dal loro successivo ritiro avvenuto nel periodo compreso tra 2,5 milioni e 126.000 di anni fa.

È proprio qui che il fiume Dora Baltea nato dal ghiacciaio del Monte Bianco, prosegue il suo corso uscendo dalla piana centrale del Canavese per confluire nel più grande Po.

Il passaggio realizzato dalla Dora Baltea attraverso il complesso sedimentizio collinare-morenico dell’Anfiteatro ha permesso agli storici di ricordare il nostro piccolo comune come “Porta del Canavese”.

Villareggia e la sua collina, perciò, si collocano nel punto più a sud del cordone morenico della Serra di Ivrea.

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Perchè il Goji?

I depositi glaciali-morenici originatisi dalle tre diverse glaciazioni che hanno formato l’anfiteatro morenico del Canavese, conferiscono al territorio le sue peculiari caratteristiche: un terreno ad alta prevalenza di sabbia con abbondante scheletro.

È per questo motivo che questo territorio ben si presta alla coltivazione del Lycium Barbarum, garantendo un’ottima qualità dei raccolti, grazie alla sua limitata capacità di ritenzione idrica e l’elevata permeabilità unita ad una scarsa coesività e adesività che rende i terreni “leggeri” e sciolti.
Garantendo un costante miglioramento della fertilità del suolo attraverso il metodo di coltivazione organico-biologico offriamo la possibilità di assaporare il gusto autentico delle bacche di Goji attraverso le peculiari caratteristiche di questo nostro antico territorio.

La Storia

In origine era “Villaregia” o “Villa Regia” e la storia vuole che il piccolo comune fosse in origine un latifondo del Sovrano (se per confisca o per concessione non è dato saperlo).

Il piccolo paese iniziò a popolarsi e ad assumere importanza quando gli abitanti dei borghi vicini si spostarono lungo i suoi confini per beneficiare della protezione del Signore che vi abitava.

L’anno Mille vede Villareggia come possesso personale dei conti di Biandrate anche se la vicenda di come questi ne siano entrati in possesso si è persa nei tempi. Dai conti di Biandrate, attraverso altri passaggi, arrivò ad essere possedimento diretto dell’Imperatore Federico II.

E dopo tanti anni di storia incerta ecco finalmente un fatto attestato: un inventario del 1225 riporta il nome di “Villa Regia” e ne definisce la località quand’era proprietà dell’Abbazia di S. Andrea di Vercelli.

Seguendo sempre le carte dell’epoca, dopo il 1375 Villareggia passò sotto i Savoia, assegnata al Capitanato di Santhià.
Dopo aver conosciuto la peste nel corso del 1500 e aver vissuto sul suo territorio le ripercussioni delle guerre tra Francia e Spagna per il possesso del Milanese, finalmente arrivò la pace di Chateau Cambrèsis.
Dopo la pace Villareggia si trovò comunqnue circondata da milizie straniere che minacciavano continuamente i suoi possedimenti perché sia i Francesi che gli Spagnoli erano rimasti in alcune delle fortezze limitrofe.

Nonostante le difficoltà i Villareggesi si dimostrarono fedeli e tenaci nel difendere il loro status di dipendenza diretta dai Savoia e per questo alcuni abitanti ebbero anche dei riconoscimenti importanti e investiti di alcuni feudi come ricompensa per i loro servizi.
Dopo il 1675 il Canavese fu di nuovo invaso ripetutamente a causa delle guerre di successione del Monferrato e della Spagna e Villareggia tornò a godere di un po’ di pace durante il XVIII secolo, ma certo non di ricchezza.

Nel 1800 la Rivoluzione Francese aggravò di molto la situazione e le milizie napoleoniche saccheggiarono il paese lasciando la popolazione in miseria cui seguì la carestia.

Ma nonostante tutte le vicissitudini il paese con la sua fiera popolazione è arrivato ai giorni nostri e anche noi di ItalGoji, che qui siamo nati e cresciuti, vorremmo contribuire alla storia di Villareggia impedendo provando ad avviare una nuova economia agricola incentrata sulle bacche di Goji che potrà dare di certo lavoro a molti.

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