Chi siamo

Non c'è niente da fare, ce l'avevamo nel sangue.

Siamo Davide, Luca e Alessandro.
Abbiamo seguito percorsi formativi tutti diversi. Abbiamo viaggiato, anche all'estero, ma alla fine ci siamo ritrovati qui, a Villareggia (TO), in Canavese, nel nostro paese del cuore, in cui siamo nati e vissuti da sempre.

Perchè il Goji?

Perchè le bacche di goji? Beh, l'idea l'ha avuta Davide appena laureato in biotecnologie farmaceutiche. Era stanco di vedere medicinali, sostanze da sintetizzare in laboratorio. Voleva trovare qualcosa in natura che potesse essere ricondotto alla medicina senza laboratori o formule chimiche; ed ecco il Goji (Lycium Barbarum). L'abbiamo studiato, analizzato, e sì, siamo entrati di diritto nel mondo della nutraceutica.

Biologico ed italiano

Ed ecco, ci siamo ritrovati tutti in campagna. Prima con il vivaio, per la selezione clonale più corretta, poi, finalmente in campo, quando abbiamo impiantato i nostri 3 ettari e mezzo di bacche di goji.

C'era solo un sistema per come produrlo, il bio.
Per noi il bio non significa ottenere e fregiarsi di una certificazione europea. Lo sapeva bene Luca, laureato in giurisprudenza, lo aveva studiato.

Per noi il bio è l'essenza stessa di vivere in campagna, nel nostro piccolo paese rurale, fatto di tradizioni e tanto tanto lavoro.
Per noi il bio è poter fare una passeggiata nei campi, in qualsiasi momento e periodo dell'anno; passeggiare a piedi nudi sull'erba rigogliosa che copre i nostri terreni; è poter passare di lì, raccogliere una manciata di cicoria amara e mangiarla sul posto come facevano i nostri nonni per farsi passare la sete e con quel gusto forte di amaro che assaliva la bocca, darsi l'energia per continuare a lavorare.
Per noi il bio significa non preoccuparsi di cosa abbiamo irrorato, se sia o no il caso di mettere i guanti per toccare le nostre piante.

Per noi il bio è fare del bene a noi stessi, agli altri e alla nostra terra.

I nostri prodotti

E Alessandro? Beh, doveva fare una scelta, lavorare al computer 8 ore al giorno da ingeniere informatico o entrare in un'avventura che è l'avventura di una vita intera. E sì, ha “accantonato” per un poco i suoi studi e si è unito a noi e al nostro sogno.

Abbiamo studiato tanto con lui per una produzione agricola che soddisfasse i nostri criteri di ricerca e qualità del prodotto ma non bastava.
Bisognava studiare tutti insieme anche un'altra parte fondamentale che chiudesse il cerchio: la trasformazione della materia prima.

È così che ci siamo addentrati nell'ambito della trasformazione delle nostre bacche in alimenti nutraceutici, che avessero quel “qualcosa in più” di un semplice succo di frutta da bere o di una composta da spalmare.

Per realizzare il nostro sogno dovevamo calcolare una “dose consigliata”, studiare le ricette e i formati per soddisfare le nostre esigenze di alto valore nutraceutico, praticità e gusto.

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Il vivaio biologico

Il progetto di creare una filiera del Goji italiano in Piemonte nasce nel 2014 con la creazione di un un vivaio specializzato, riconosciuto ed autorizzato dalla Regione Piemonte e certificato Biologico attraverso il quale abbiamo selezionato le migliori varietà di Lycium Barbarum provenienti dalla regione del Ningxia (Cina).

In questo modo è stato possibile produrre e commercializzare su larga scala materiale vivaistico in grado di garantire produzioni costanti e di qualità.

Il nostro territorio

Villareggia è un piccolo comune dell’Alto Piemonte, situato in Canavese, nel punto più a sud dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea. I depositi glaciali-morenici originatisi da tre diverse glaciazioni che hanno formato l’Anfiteatro, conferiscono al territorio le sue peculiari caratteristiche: un terreno ad alta prevalenza di sabbia con abbondante scheletro.

È per questo motivo che Villareggia ben si presta alla coltivazione del Lycium Barbarum, garantendo un’ottima qualità dei raccolti, grazie alla sua limitata capacità di ritenzione idrica e l’elevata permeabilità unita ad una scarsa coesività e adesività che rende i terreni “leggeri” e sciolti.

Il passaggio realizzato dalla Dora Baltea attraverso il complesso sedimentizio collinare-morenico dell’Anfiteatro ha permesso agli storici di ricordare il nostro piccolo comune come “Porta del Canavese”.

Villareggia e la sua collina, perciò, si collocano nel punto più a sud del cordone morenico della Serra di Ivrea.

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