Villareggia

Tra le tante leggende legate alle bacche di Goji troviamo quella del pozzo della giovinezza sulle montagne dell’Himalaya. La storia narra che l’acqua del pozzo donasse agli abitanti del luogo, che quotidianamente la bevevano, salute e longevità grazie alle bacche che vi cadevano dentro.

Ora siamo nel XXI Secolo e per fortuna non abbiamo bisogno di inerpicarci su remote vette asiatiche per beneficiare delle incredibili proprietà del Goji perché questa pianta può essere coltivata anche in Italia.

Noi la coltiviamo a Villareggia, un piccolo comune disteso sulla pianura vercellese, a pochi chilometri da Torino, dove la terra è da sempre generosa e produttiva e dove ogni cosa ci parla di una storia contadina tramandata da generazioni.

Adesso, accanto ai vigneti e ai campi di mais e di grano, spiccano anche le nostre bacche, una piccola economia con una grande energia per diventare grande!

Storia

In origine era “Villaregia” o “Villa Regia” e la storia vuole che il piccolo comune fosse in origine un latifondo del Sovrano (se per confisca o per concessione non è dato saperlo).

Il piccolo paese iniziò a popolarsi quando e ad assumere una qualche importanza quando gli abitanti dei borghi vicini si spostarono lungo i suoi confini per beneficiare della protezione del Signore che vi abitava.

L’anno Mille vede Villareggia come possesso personale dei conti di Biandrate anche se la vicenda di come questi ne siano entrati in possesso si è persa nei tempi. Dai conti di Biandrati, attraverso altri passaggi, arrivò ad essere possedimento diretto dell’Imperatore Federico II.

E dopo tanti in anni storia incerta ecco finalmente un fatto attestato: un inventario del 1225 riporta il nome di “Villa Regia” e ne definisce la località quand’era proprietà dell’Abbazia di S. Andrea di Vercelli.

Seguendo sempre le carte dell’epoca, dopo il 1375 Villareggia passò sotto i Savoia, assegnata al Capitanato di Santhià.
Dopo aver conosciuto la peste nel corso del 1500 e aver vissuto sul suo territorio le ripercussioni delle guerre tra Francia e Spagna per il possesso del Milanese, finalmente arrivò la pace di Chateau Cambrèsis.
Dopo la pace Villareggia si trovò comuqnue circondata da milizie straniere che minacciavano continuamente i suoi possedimenti perché sia i Francesi che gli Spagnoli erano rimasti in alcune delle fortezze limitrofe.

Nonostante le difficoltà i Villareggesi si dimostrarono fedeli e tenaci nel difendere il loro status di dipendenza diretta dai Savoia e per questo alcuni abitanti ebbero anche dei riconoscimenti importanti e investiti di alcuni feudi come ricompensa per i loro servizi.
Dopo il 1675 il Canavese fu di nuovo invaso ripetutamente a causa delle guerre di successione del Monferrato e della Spagna e Villareggia tornò a godere di un po’ di pace durante il XVIII secolo, ma certo non di ricchezza.
La Rivoluzione Franscese aggravò di molto la situazione e le milizie napoleonica nel 1800 saccheggiarono il paese lasciando la popolazione in miseria cui seguì la carestia.
Ma nonostante tutte le vicissitudini il paese con la sua fiera popolazione è arrivato a giorni nostri e anche noi di ItalGoji che qui siamo nati e cresciuti, vorremmo contribuire alla storia di Villareggia impedendo innanzi tutto che le vie si spopolino e provando ad avviare un’economia incentrata sulle bacche di Goji che potrà dare di certo lavoro a molti.

Cultura

Villareggia è un piccolo paese prevalentemente di origine contadina che è sopravvissuto alla storia per arrivare fino a noi.
Nelle sue strade si respira il ritmo lento del vivere di una volta e all’ombra dell’inconfondibile Torre-porta si sentono gli echi di un passato duro popolato da uomini orgogliosi.

Nella cucina tradizionale è possibile imbattersi nello spirito di una comunità, e così avviene anche per Villareggia. Per i contadini, che d’estate lavoravano alacremente nei campi, l’inverno ha sempre scandito il momento della macellazione del maiale.

Proprio in questa terra, dalle parti meno pregiate del maiale è nato il Brut, un tipico insaccato che, chissà, magari qualche Chef stellato o qualche intraprendente casalinga, potrebbe abbinare alle nostre bacche!

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